Ci ha lasciato, a 101 anni, il professor Benedetto Porcella, stimatissimo insegnante di Filosofia e Storia di generazioni di studenti e studentesse del Liceo Siotto Pintor di Cagliari.
Ricordarne la persona e l’attività non è una facile formalità, perché la sua longilinea, austera figura ispira ancora oggi un senso di riverente rispetto che pochi, per quanto meritevoli, riescono a suscitare, incarnando gli ideali di estrema serietà con cui assolveva i suoi ruoli di docente, di cittadino, di genitore, di portatore di una fede cristiana vissuta con autenticità.
La profonda coscienza morale con cui affrontava la vita lo aveva condotto a mettere a frutto i suoi talenti formandosi una ineguagliabile competenza nelle sue discipline e ad esercitare con inflessibile rigore nei propri confronti la sua missione di insegnante, anche nei periodi storici più difficili, portatore di una visione di dialogo e di confronto fra persone libere che ha arricchito i suoi studenti e le sue studentesse e coloro che con lui hanno avuto a che fare, contribuendo così a una attitudine che contraddistingue positivamente la nostra scuola e che è un prezioso lascito di democrazia e di insegnamento al reciproco rispetto.
Sapeva, nel contempo, essere paziente ed umano nei confronti dei suoi allievi e delle sue allieve, adolescenti non facili, come sempre. Sarebbe stata preziosa la sua presenza, nel mondo di oggi in cui le dottrine della violenza, della forza bruta e della sopraffazione si fanno strada nei confronti della cultura del rispetto dell’individuo e dei suoi diritti, del dialogo, della ragione.
L’abbiamo festeggiato per il centenario di vita, con grande affetto. Oggi è nostro dovere indirizzare ai suoi cari, alla grande famiglia che ha cresciuto con cura e affetto, i sensi della nostra vicinanza e della partecipazione al loro dolore.
La sua cara presenza continuerà a esserci d’esempio, nel nostro cuore e nella nostra mente, per ricordarci che il significato della nostra esistenza di individui, quale esso sia, non potrà ritrovarsi nel banale, nel ripetitivo, nel quotidiano, ma nell’alimentare quella scintilla del divino che è in ciascuno di noi, che lui sapeva suscitare nei credenti e negli atei, del divino che viene dal distinguersi dalla semplice vita organica innalzandosi per porsi le domande proprie dell’essere raziocinante, dall’antica Grecia al Rinascimento all’Illuminismo alla Scienza moderna, della laica corsa alla comprensione della realtà che è l’autentico significato della Classicità.
Professor Porcella sarà sempre insieme a noi del Siotto.
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